Gessate

 

 

La Buona Volontà

Gli amici del coro

Hanno cantato con noi

Dicono di noi

La parola ai coristi

Canta con noi

Scrivici

Enzo Di Stasi

Eccomi "già" alla mia seconda S.Cecilia e stavolta penso sia riuscita ancora meglio di quella dell'anno scorso.

Quello che non ho potuto dire a voce durante la nostra festa (un po' di emozione non guasta), lo scrivo affinchè non mi rimanga più "in pectore".

Da tempo ero alla ricerca di un coro, ma francamente (un po' anche per indolenza) non mi decidevo o forse non avevo avuto l'occasione di farne parte.
Appena seppi tramite l'amico Angelo, che faceva già da tempo parte della Corale di "Gessalot" (scusate Gessate) , decisi di iniziare questa nuova esperienza, come se per "magia" questa Corale fosse lì ad aspettarmi....

Non voglio sembrare retorico, ma Vi assicuro che dal mio primo approccio, decisi che avrei mantenuto l'impegno di esserci sempre, soprattutto perchè il canto corale fatto a questo buon livello era quello che inconsciamente cercavo e poi la mia passione per la musica ha fatto il resto.

Cos'altro posso aggiungere?

Nient'altro che dirVi che sono felice di essere con Voi tutti e che, per quanto mi riguarda, considero questa attività un grande e sublime supporto alla nostra vita quotidiana e poi vale sempre il detto "canta che ti passa"...

Buon canto a tutti!!

Enzo, "il cassinese"...
novembre 2005


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Luisa Miranda

Eccomi qui: dopo il nono Concerto d'Autunno.

Quello che io voglio dire è una sola parola: GRAZIE... grazie delle emozioni che ogni anno questa famiglia allargata mi fa provare.

E' incredibile l'adrenalina che ti sale mentre sei sull'altare. Passano gli anni, ma l'emozione che provo è sempre più grande, unica ed irrepetibile.

E' incredibile come tanta gente sia lì, attenta ed emozionata in attesa che il grande evento abbia inizio.

In quel momento mi sento IMPORTANTE... e tanto anche. E' una sensazione bellissima, difficile da spiegare con le parole, ma penso che voi, che come me siete i protagonisti, riuscite a capirmi.

Quelle magiche ore ripagano ampiamente i sacrifici nell'imparare un brano che proprio non ti entra in testa, le tensioni che ogni tanto si creano, ma che, come dice Mario, fanno parte del gioco e... inutile negare, la poca voglia che ogni tanto mi assale nel dover fare le prove.

Eh sì... mi fa proprio bene fare il Concerto d'Autunno... bene di spirito... dovrei farlo tutti i giorni!

Quindi, davvero grazie di cuore a tutti per rendere possibile tutto questo.

Luisa Miranda
ottobre 2005


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Giusy Grigioni


Sono una delle ultime arrivate nel coro.

La mia prima comparsa risale al “vicino” settembre 2002.

Ricordo ancora il mio ingresso in sala consigliare a Gessate: Costante e Mario, seduti ad un tavolo semicircolare, aspettavano i coristi per una lezione di teoria vocale del M° Cortesi ed io mi presentai a loro con la certezza che mi avrebbero cacciata per la mia inadeguatezza.
E invece no! Anzi! Mi accolsero con grande gioia, manco fossi la Callas!
Ma quale Callas!

In seguito, quando Mario mi disse che avrei partecipato al Concerto d’Autunno caddi nel panico più totale.
“Ma se conosco un brano su dieci!” esclamai, ma lui, con il suo solito “savoir-faire” disse che non aveva importanza, che dovevo “rompere il ghiaccio” e che prima l’avessi fatto meglio sarebbe stato per me.
E così, con molta incoscienza, partecipai al mio primo Concerto d’Autunno.

Alla fine ero distrutta, ma questo accade ancora oggi al termine di tutti i concerti. Non è solo paura, ma anche il desiderio di fare sempre meglio, di riuscire, di essere una voce tra le voci e di non emergere o sbagliare al punto da far sbagliare gli altri.

Da quel primo concerto ce ne sono stati molti altri.
Il più importante è stato senza dubbio quello alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, al termine del quale credo che ci siamo sentiti tutti orgogliosi di noi stessi.
Io non faccio che pensare con gratitudine a tutti coloro che ci hanno dato fiducia, primi fra tutti Costante e Mario e poi il M° Pelucchi.
Poteva risolversi tutto in uno “sfacelo” e invece no. Siamo riusciti ad essere un gruppo compatto, ad aiutarci a vicenda e a portare a termine, tutti insieme, questa grande impresa.

Ecco, il bello del “mio” coro (perché ora lo sento veramente mio) è che siamo uniti. Cerchiamo di portare tutti a termine il nostro compito al meglio.

Certo, non tutti i giorni sono uguali e allora Costante si scatena , ma quando siamo… bravi, è bello vedere anche sul suo viso lo stupore e la gioia che la nostra esecuzione gli ha procurato.

E’ grandioso il mio coro, perché ci sono tante belle persone che cercano di aiutarsi a vicenda, anche gli ultimi arrivati come me.

Giusy Grigioni
settembre 2005



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